6 dicembre 2018 - 11.07

Al Comunale Giovanna D’Arco, con Monica Guerritore

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Prossimo appuntamento per stagione di prosa del Teatro Comunale Città di Vicenza: Giovanna D’Arco, di e con Monica Guerritore, in programma giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre alle 20.45; lo spettacolo anziché in sala Grande sarà in scena al Ridotto per creare un rapporto più intimo e diretto tra la protagonista e il pubblico. Lo spettacolo, scritto e diretto da Monica Guerritore si avvale delle video proiezioni di Enrico Zaccheo e del progetto luci di Pietro Sperduti è una produzione Compagnia Umberto Orsini in collaborazione con Parmaconcerti; dura un’ora senza intervallo.

Il monologo Giovanna D’Arco, di cui Monica Guerritore è interprete, regista e autrice, è uno dei suoi lavori di maggior successo; già sui palcoscenici della stagione 2005/2006, torna in tournée in questa stagione teatrale con una nuova vitalità e un’immutata capacità di trasmettere emozioni e far riflettere sui valori senza tempo “un inno alla libertà dei popoli e all’emancipazione personale” come ha avuto modo di definirlo recentemente l’artista. Come di consuetudine nella stagione di prosa del Comunale, lo spettacolo sarà preceduto dall’Incontro a teatro che si terrà nel Foyer del Ridotto, giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre alle 20.00 e sarà condotto da Antonio Stefani, giornalista di teatro e musica del Giornale di Vicenza. Nell’incontro a teatro, realizzato in collaborazione con il Giornale di Vicenza, Stefani presenterà al pubblico la versione di Giovanna D’Arco secondo Monica Guerritore, approfondendo i collegamenti con i personaggi che di volta in volta diventano le icone e le rappresentazione della libertà nello spettacolo.

Fortissimo, intenso, poetico, è un lavoro che racconta l’eternità dell’idea di libertà, oltre gli stereotipi, di genere (qui l’attrice è un maschiaccio più che la pulzella d’Orleans dell’iconografia classica) e le sue apparizioni e ricomparse nel corso dei secoli (in ogni epoca si sono levate le voci contro l’oppressione, qui Giovanna D’Arco è compagna di ribellione di Che Guevara e dei giovani di Tien An Men). L’eroina è più viva che mai, animata dalla passione per la sua causa, perché il suo cuore non aveva ragioni, ma forze; e forze e passioni possono cambiare la realtà, ci dice l’attrice. E ancora, parlando dell’eroina che incarna con vigore e freschezza, afferma che “La sua forza trascende la sua appartenenza al genere femminile. La sua passione è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna”.
Dimenticando l’immagine tramandata, Giovanna vive attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, reale nel racconto di Franco Cardini (che alla pulzella ha dedicato la sua “Vergine Guerriera”); e sarà il “De Immenso”, che Giordano Bruno scrive prima di essere messo a morte a dare parole alla sua “ chiamata “, lei che incarna la perfetta fusione di Corpo – Mente – Anima” che il filosofo aveva preconizzato. Un parallelo tra due destini, terminati entrambi tragicamente.
Le immagini proiettate (a cura di Enrico Zaccheo) si alternano e si fondono col testo tratto da opere di diversi autori (da Giordano Bruno a Bertolt Brecht), con le musiche curate da Paolo Astolfi (che spaziano dalle note di Rossini all’inno di Freddy Mercury “The show must go on”) e con le luci di Pietro Sperduti, in un perfetto equilibrio che da efficacia scenica all’insieme. Le proiezioni mostrano così i volti terribili dei giudici del film di Carl Theodor Dreyer (il regista danese che nel 1928 firma “La Passione di Giovanna D’Arco”) contrapponendosi al sogno di Martin Luther King a testimoniare come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere. La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina Burana” di Carl Orff, all’Adagio per Archi di Samuel Barber, i Queen a Tom Waits, creando una risonanza emotiva che permette di accompagnare l’eroina alla sua morte con un assoluto livello di coinvolgimento.

Quella di Giovanna D’Arco, guerriera e santa al tempo stesso, è una delle storie femminili più straordinarie (e misteriose) di tutti i tempi, in cui si mescolano fede e fanatismo, eroismo e solitudine, portandola ad essere paladina dei diritti ante litteram.
L’interpretazione della Guerritore, al debutto dello spettacolo come oggi, continua a stregare il pubblico, avvolgendolo nel vortice incalzante delle immagini video, accompagnate da una colonna sonora da opera rock: su tutto si erge la sua forza di interprete straordinaria e “verissima” e il suo grido di libertà contro tutte le forme di oppressione è davvero attualissimo, l’essenza stessa del coraggio, l’anima guerriera che lotta contro tutte le regole.

Per le date dello spettacolo Giovanna D’Arco al Teatro Comunale di Vicenza – giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre – restano ancora pochi biglietti; in tutte e 3 le serate il bar del Ridotto attende gli ospiti, a partire dalle 19.30, per l’happy hour.

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