6 Luglio 2020 - 10.31

Aggiornamento focolaio vicentino: le testimonianze

san bortolo
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In questi giorni si sono succedute molte testimonianze di persone più o meno vicine all’imprenditore della Lasejet di Pojana Maggiore positivo al covid e ricoverato in terapia intensiva a Vicenza.

Il collaboratore

Un collaboratore anonimo dell’imprenditore, anch’egli positivo al Covid ha rilasciato un’intervista a Il Giornale di Vicenza. Riferisce di essersi recato in Serbia tra il 21 e il 22 giugno assieme all’imprenditore entrando a contatto con una persona infetta (poi deceduta), senza sapere che lo fosse, e che per entrare nel Paese è stato sottoposto a tampone, risultato negativo. Riferisce che quando si è recato alla festa di Gambellara, alla quale hanno partecipato circa 120 persone, non sapeva di essere positivo. Il collaboratore che l’ha accompagnato riferisce di avere avuto i primi sintomi il 30 giugno.

Nello stesso articolo è riportata la testimonianza del conduttore radiofonico Alberto Gottardo, che ha partecipato assieme al giornalista Giuseppe Cruciani. «Ce ne siamo andati appena prima dell’arrivo di quella persona – racconta -. La serata si è svolta rigorosamente all’aperto, sotto grandi tende, con gli invitati seduti su panche stile birreria, con il distanziamento sociale che è stato fatto rispettare e i posti a sedere posizionati a una distanza più che ragguardevole, ben più di quella di alcuni ristoranti in cui sono stato ultimamente (…) Si sono rispettate le distanze di sicurezza, perché la prudenza, si sa, non è mai troppa».

Il sindaco di Sossano

OpenOnline riporta invece l’intervista al sindaco di Sossano, Enrico Grandis, che ha ‘facilitato’ il ricovero dell’imprenditore, con azienda a Pojana, residente ad Orgiano ma domiciliato in una casa isolata di Sossano.

“Mi risulta difficile credere che abbia fatto l’untore” -dichiara ad Open. “Sicuramente si è comportato con leggerezza, aveva dei sintomi che non ha voluto interpretare come sintomi del Covid, ma da qui a dire che pur sapendo di essere positivo scorazzava per i paesi limitrofi mi pare un po’… insomma…». Il sindaco riferisce di aver ricevuto la notizia non ufficiale della positività mentre si trovava all’estero. Rientrato lunedì sera dice che dal suo primo ricovero in pronto soccorso poi non ha più avuto contatti con l’esterno. Ha rifiutato il ricovero, è stato dimesso su sua richiesta, però ha raggiunto l’abitazione e non si è più mosso da lì.

Riguardo al ricovero: «Non so se il mio intervento sia stato decisivo” dice. “Sicuramente è stata una azione convergente tra la persona stessa (…) gli uffici dell’Ulss nella persona della dottoressa Maria Teresa Padovan, e me. Il soggetto era sotto osservazione da parte dell’Ulss secondo i protocolli. Nello specifico: quando nella mattinata di martedì la dottoressa non riusciva a contattarlo ci siamo sentiti e ho raggiunto fisicamente l’abitazione. Lui era già intenzionato a ricoverarsi e abbiamo agevolato questa sua decisione”.

Il figlio e il fratello al Corriere

«Al suo comportamento non trovo alcuna giustificazione logica» ha dichiarato il figlio al Corriere della Sera. Parla di «una leggerezza o una sottovalutazione del pericolo al quale stava andando incontro. E pensare che papà all’inizio era molto attento a ogni forma di prevenzione… Ad ogni modo ha sbagliato, e questo non si discute».

Brevi e secche le dichiarazioni del fratello, anche lui figura apicale dell’azienda per la lavorazione delle lamiere, a Pojana Maggiore: oggi 170 dipendenti e sedi all’estero. «Il viaggio d’affari di cui ho letto sulla stampa non esiste, non ha niente a che vedere con gli impegni dell’azienda». E parla di «una trasferta privata di cui non ero al corrente e della quale non so niente né posso dire niente». 

Il comunicato dell’azienda

Su quanto successo prima del giorno 28 giugno 2020, non abbiamo informazioni certe e per tale motivo preferiamo non dire niente.
Possiamo invece confermare che è stata attestata la positività al COVID-19 (ndr) dell’imprenditore nella giornata di domenica 28.
L’interessato ha rifiutato il ricovero e seguendo le procedure sanitarie previste dal protocollo, è stato accompagnato in autoambulanza nella sua abitazione con tutte le attenzioni del caso per lui e per il personale sanitario coinvolto.
Possiamo garantire che da domenica 28 a mercoledì 1 luglio (giorno del suo ricovero) è rimasto in isolamento presso la sua abitazione.
Confermiamo inoltre che durante quei giorni ha avuto contatti con altre 3 persone, attualmente in isolamento; 2 delle quali hanno già il risultato del tampone fatto, che è negativo.
Aspettiamo entro la giornata di lunedì l’ultimo esito del tampone dell’ultima persona che comunque resta in isolamento a domicilio.

Le nostre aziende hanno sempre rispettato tutte le precauzioni e attuato i protocolli anti-covid, in maniera attenta e dettagliata. Non esiste alcun pericolo a riguardo di ciò.
Ci stiamo attivando per dare un ulteriore messaggio di sicurezza e di certezza che non esiste alcun pericolo ulteriore di contagio, in quanto le persone potenzialmente coinvolte sono TUTTE in isolamento.

Concludiamo smentendo ogni falsa notizia di coinvolgimento della famiglia FRARON al contagio del COVID-19 in quanto nessuno di noi ha avuto contatti con (ndr) l’interessato da svariate settimane almeno.

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