14 Maggio 2019 - 17.24

A Montegaldella nasce la prima “Ciclabile del Saluto” italiana



Imparare pedalando o semplicemente camminando, si può! Lo dimostra la prima “Ciclabile del Saluto” d’Italia, che verrà inaugurata con una cerimonia ufficiale domenica 19 maggio alle 16,30 a Montegaldella. Nel paese vicentino già conosciuto come il Paese del Saluto, con il patrocinio del Senato della Repubblica, nasce la nuova Ciclabile del Saluto, come segno di cultura e memoria, visto che il “saluto pare stia scomparendo dalla nostra civiltà e quotidianità” come afferma il giornalista e artista vicentino, Antonio Gregolin, autore dell’originale idea. Non bastava il primo monumento al “Ciao”, da oggi ci saranno a disposizione sei chilometri di sentiero arginale tra bellezze naturali e architettoniche a cavallo di due provincie, che è uno dei tasselli “green” del turismo sostenibile, che s’innesta nella tratta europea da Monaco di Baviera al mare Adriatico, attraverso il Brennero, poi Verona, Vicenza, passando per il Paese del Saluto, fino a Padova e Venezia. Non poteva che essere questo il “passante” dove far scoprire le origini del “ciao” e del salutarsi nelle varie lingue. «Un luogo di passaggio, di collegamento, sport e svago –commenta Gregolin-, che diventa a d’uopo uno strumento d’informazione, cultura e sensibilizzazione. Quale luogo è quindi più vocato di quello in cui si vedono persone che a piedi o in bicicletta, sono naturalmente stimolati a salutarsi con maggiore spontaneità. Cosa invece che avviene sempre meno nei paesi e città». L’idea patrocinata dal Comune di Montegaldella è stata finanziata dalla Provincia di Vicenza, spalma lungo il tracciato ciclopedonale venti totem su cui si leggono le origini, curiosità e significati vari legati al saluto. Inclusi giochi e vecchi ricordi sul “Ciao” motorizzato o trasformato in mascotte per i Mondiali di Calcio del ‘90. C’è poi una virtuale porta d’ingresso al Paese del Saluto, collocata nel centro storico di Montegaldella: due simboliche colonne di pietra vicentina, abbandonate da decenni che fungevano anticamente come pilastri del cimitero, alte due metri e trasformate in spettacolari sculture dall’artista-scalpellino vicentino, Fabio Orso sul tema del saluto in  bicicletta. La “Porta del Saluto” verrà scoperta domenica, e si trova collocata in un luogo simbolo del paese: l’antica ghiacciaia del 1600 completamente recuperata e trasformata in spazio per eventi culturali e artistici, a pochi metri dal monumento al “Ciao”, presenta dal 2003 davanti al Palazzo Municipale. «La ciclabile del Saluto è un valore aggiunto alle bellezze del nostro Comune –commenta il primo cittadino, Paolo Dainese-, diventando così un originale biglietto da visita per quanti passando per il nostro territorio, si ricorderà proprio di questa nostra singolarità». «In molti mi chiedono se qui la gente si saluti più che in altri posti?» conclude Gregolin. «Proprio perché siamo una piccola realtà è più facile capire che ormai il saluto non è scomparso solo dalle grandi città. Anche nei piccoli paesi come il mio, ci si saluta sempre meno. E dire che il saluto non è solo una formalità, ma nel caso turistico significa accoglienza e apertura verso l’altro. Purtroppo venendo meno questa sensibilità sociale, ecco che la “cura” che ho immaginato è provocatoriamente, trasformarlo in Paese del Saluto», che da oggi ha anche una ciclabile a tema, dove salutarsi – forse-, con maggior convinzione e consapevolezza.    

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