22 Maggio 2019 - 13.57

A Cannes gli Orsi di Buzzati in un cartoon visionario

“La famosa invasione degli orsi in Sicilia” è il film d’animazione diretto da Lorenzo Mattotti tratto dall’omonimo libro di Dino Buzzati. Una co-produzione italo-francese presentata in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard. “Questo è un film che i bambini possono vedere e su cui gli adulti possono riflettere – dichiara Mattotti –  In questa favola vedevo delle grandi potenzialità. Sia visive sia narrative: ho sempre adorato la dolcezza di questi orsi. La dolcezza del raccontare anche cose molto dure, molto forti senza mai abbandonare una sorta di ironia che ci distacca dal dramma”.

Il film racconta il viaggio di Leonzio, Grande Re degli orsi che, per sopravvivere al gelo invernale, conduce il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, nel bel mezzo del mondo popolato dagli uomini. Rendendosi conto che gli orsi non sono fatti per vivere in mezzo agli umani. Secondo Mattotti, adattare Buzzati e restargli fedeli può rappresentare un rompicapo creativo e produttivo: “Non c’eravamo accorti che nella storia originale non c’era nemmeno un personaggio femminile, per esempio. E questo non andava bene per il film. Affidarlo a bravissimi sceneggiatori ci ha permesso di mantenere la gioia del raccontare Buzzati e allo stesso tempo di dare linearità alla storia”.    Il romanzo originale è stato pubblicato nel 1945: “nemmeno per un secondo ho smesso di considerarla storia attuale. Perché credo che la favola si rinnovi continuamente. Ci ho visto anche la grande possibilità di creare un immaginario lavorando sulle nostre tradizioni. Mettere in scena una vicenda che fa parte delle nostre radici e raccontare rituali tutti nostri. Dobbiamo poter dare l’impressione che c’è un altro immaginario nell’animazione che va oltre quello americano e giapponese. In questo film ho cercato di creare un’iconografia mediterranea”. A proposito dei temi affrontati nella storia, Mattotti continua: “Sono universali. E’ un film che dà l’idea della complessità della vita. Questi orsi piano piano vengono corrotti dagli umani. Ne prendono gli stessi vizi. Trovo che sia una favola piena di tanti argomenti. E che non offra soluzioni”. Nella versione italiana sentiremo le voci di Toni Servillo e Antonio Albanese: “abbiamo lavorato sugli accenti: li sentirete parlare con cadenza veneta e siciliana. Credo che il film ne abbia guadagnato in gioiosità”. E c’è anche Andrea Camilleri nel suo debutto in cabina di doppiaggio: “Siamo riusciti a convincerlo, anche se credo che inizialmente abbia avuto paura di non essere all’altezza di questo lavoro. Una volta in cabina si è divertito molto.  Lui è il vecchio narratore che racconta la storia. Ed è anche una cosa simbolica: era fondamentale avere proprio Camilleri, uno dei simboli della nostra cultura italiana”. Ci sono voluti cinque anni per portare al cinema gli orsi di Buzzati: “Il film doveva essere spettacolare – continua Mattotti – Insistevo molto con la profondità di campo e abbiamo lavorato tantissimo sui grandi paesaggi. Volevo dare la sensazione che queste montagne camminassero quasi”.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è dedicato alla memoria di Carlo Mazzacurati, regista scomparso all’inizio del 2014: “Carlo era un mio grande amico – conclude Mattotti – Una persona meravigliosa. E’ stato lui a spingermi più volte a fare del cinema. Negli ultimi tempi avrebbe avuto anche voglia di lavorare con me ad alcuni film animati o che avrebbero incluso l’animazione. Mi manca molto, è una presenza protettiva nella mia testa”.

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