17 Gennaio 2020 - 17.39

14 nuove ambulanze per Ulss Berica

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Arriveranno a partire da aprile nell’ambito della maxi fornitura gestita dall’Azienda Zero
per le aziende socio-sanitarie di tutto il Veneto

14 nuove ambulanze: tanti sono i mezzi che arriveranno nel territorio dell’ULSS 8 Berica nell’ambito della maxi gara di fornitura (ben 133 veicoli) che è stata gestita dall’Azienda Zero per le aziende socio-sanitarie di tutto il Veneto. I primi esemplari arriveranno a partire da metà aprile, nell’ambito di un piano triennale che porterà di fatto al completo rinnovamento di tutto il parco mezzi in dotazione per la gestione delle emergenze-urgenze.
Tecnologie all’avanguardia

Tutti i nuovi mezzi si caratterizzeranno per standard tecnologici all’avanguardia. Sul piano meccanico, saranno dotati di motori di ultima generazione con emissioni inquinanti molto limitate, sistemi evoluti di assistenza alla guida (ADAS), sospensioni modificate per aumentare il comfort del paziente e del personale di servizio e migliorare lo standard della sicurezza del trasporto del traumatizzato, impianto di illuminazione full led e i più elevati standard di qualità anche dei materiali di costruzione e di allestimento interno.

A proposito di quest’ultimo, tra le dotazioni si segnalanoun impianto di climatizzazione e di riscaldamento del vano sanitario indipendenti ed autonomi, con qualità prestazionali molto elevate volte a garantire un microclima interno al mezzo confortevole per il paziente trasportato, impianto di igienizzazione e di aereazione di ultima generazione tecnologica, illuminazione interna del vano sanitario con una potenza maggiorata tale da equiparare l’ambiente a quello di una sala di emergenza intraospedaliera, ergonomia interna dei vani studiata per garantire maggiore facilità di manovra del personale sanitario, posti riservati ed omologati con struttura ed equipaggiamenti di sicurezza di ultima generazione, comprendenti cinture di sicurezza raddoppiate, sedili con una struttura ideata per superare i più severi crash-test, impianto di aspirazione fisso del mezzo che garantisce una potenza molto elevata, impianto elettrico ed inverter con la maggior potenza offerta dal mercato per consentire al mezzo di avere una grande autonomia di elettricità in qualsivoglia fase di soccorso, un impianto di ossigeno di ultima generazione gestito da una parte elettronica con display digitale per avere sempre sotto controllo l’erogazione dell’ossigeno ai pazienti trasportati, gestione del vano sanitario da parte degli operatori sanitari facilitata ed efficiente tramite un display touch screen semplicizzato che contiene tutti i relativi comandi, sistema del mobilio innovativo e funzionale denominato “rack” di concezione aeronautica che consente di poter spostare le varie mensole portastrumenti nella posizione più confortevole per gli operatori sanitari, migliori presidi di estricazione e immobilizzazione del paziente traumatico -adulto, pediatrico e neonatale -presenti sul mercato).

Inoltre, tutti i sistemi di aggancio e di stivaggio delle dotazioni del vano sanitario possono resistere a sollecitazioni in misura superiore agli standard minimi previsti dalla normativa vigente.

I numeri dell’attività

Questa importante fornitura consentirà così di supportare al meglio un servizio – quello del Suem 118 – che oltre a svolgere una funzione essenziale, registra ritmi e volumi di attività di grande rilievo.
Nel 2019 infatti il personale della Centrale Operativa di Vicenza ha risposto in media a 482 chiamate al giorno, per un totale di 175.996 in anno, dato solo lievemente in calo (-2,5%) rispetto al 2018 (quando erano state 180.617). Il tutto con ritmi frenetici: il 6% delle chiamate riceve risposta entro 10 secondi, un ulteriore 9% entro 30 secondi, il 45% del totale (più di 79 mila) entro 1 minuto.

A queste si aggiungono poi le chiamate di uscita, effettuate dagli operatori per coordinare i soccorsi: lo scorso anno sono state ben 126.036, per un volume complessivo di telefonate gestite pari lo scorso anno a oltre 327 mila.

«Come si può vedere – commenta il dott. Federico Politi, direttore della Centrale SUEM 118 di Vicenza – si tratta di un impegno costante e di grande intensità. Molto importante, però, è anche il comportamento degli utenti. Basti pensare che un numero significativo di chiamate ricevute (ben il 33%) riguarda la richiesta di informazioni, che andrebbero indirizzate in realtà altrove, con il risultato magari di ritardare di qualche secondo la risposta ad una chiamata realmente di emergenza. Inoltre non tutti capiscono che quando gli operatori della centrale fanno domande sul paziente da soccorrere, questo è solo ed esclusivamente al fine di coordinare in modo più efficace i soccorsi, pertanto è importante che chi chiama mantenga per quanto possibile il sangue freddo e risponda nel modo più preciso possibile a tutti i quesiti che gli vengono posti».

Le uscite dei mezzi di soccorso

Naturalmente, ad una mole tanto importante di richieste di aiuto corrispondono volumi altrettanto grandi di uscite delle squadre di soccorso: lo scorso anno le missioni svolte sul territorio dell’ULSS 8 Berica sono state 49.268, con un incremento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Tra queste, una menzione speciale meritano le richieste di mezzi provenienti da fuori provincia – per situazioni di particolare criticità – che nel 2019 sono state ben 155, in crescita del 13,1% rispetto all’anno precedente.

Ulteriori dati riguardano la distribuzione temporale delle richieste di assistenza: limitandosi alle chiamate per i soccorsi primari, scorrendo i numeri si scopre che i giorni di più intensa attività sono il lunedì e il venerdì. La distribuzione per fasce orarie risulta invece più equilibrata: il 39% avviene tra le 7 e le 14, il 37% tra le 14 e le 21 e il rimante 24% tra le 21 e le 7 del mattino.

La maggior parte dei soccorsi avviene a casa del paziente (80%), ma una quota importante (11%) riguarda naturalmente gli incidenti e i malori per strada.

Tra le cause delle richieste di aiuto, invece, al primo posto vi sono problematiche varie di tipo medico (68%), seguite dai traumi (23%), da necessità di tipo chirurgico (6%) e dalle intossicazioni (2%)

Molto importante è anche il volume dei cosiddetti “trasporti secondari urgenti”, che devono essere gestiti tramite ambulanza anche se non hanno carattere di emergenza: nel 2019 sono stati complessivamente 6.408, coprendo una grande varietà di situazioni, in primis il trasferimento verso altre strutture (2.277) e le dimissioni di soggetti non autonomi (1.403).

Dotazioni per tutte le emergenze

Il tutto con una dotazione che attualmente prevede 2 ambulanze e 1 automedica su Vicenza, 1 ambulanza a Noventa, 2 ambulanze ad Arzignano, 1 ambulanza a Valdagno e 1 ambulanza a Lonigo. A questi mezzi se ne affiancano poi altri, gestiti tramite convenzioni con associazioni di volontariato locali: si tratta di 1 ambulanza a Creazzo, 1 a Barbarano e 1 a Sandrigo. In media, ogni ambulanza nel 2019 ha percorso tra i 35 mila e i 40.000 km.

Soprattutto nel caso delle ambulanze di soccorso avanzato – quelle di proprietà dell’azienda socio-sanitaria – va ricordato che si tratta di mezzi altamente specializzati, con tutta una serie di apparecchiature e strumenti per far fronte alle più diverse situazioni di emergenze. L’elenco delle dotazioni di bordo presenti su ognuna comprende, tra le varie cose: impianto fisso di distribuzione ossigeno con almeno 2 bombole da 7 litri e bombola ossigeno portatile; set di assistenza respiratoria avanzata e intubazione; set per immobilizzazione colonna e arti; set per accesso venoso e infusione; set di farmaci; kit per ustioni; materiale di medicazione; immobilizzatore pediatrico; monitor con sistema di rilevazione dei parametri vitali e teletrasmissione; defibrillatore; massaggiatore cardiaco esterno automatico; ventilatore polmonare; barella a cucchiaio completa di cinture e fermacapo; asse spinale completa di cinture e fermacapo; materassino a depressione; telo portaferiti; lenzuola, coperte e telo termico; dispositivi di protezione individuale con rilevatore di monossido di carbonio; barella a carrello retrattile; un apparato radio veicolare operante sulle frequenze in uso al sistema di emergenza territoriale regionale collegato ad un tablet per la ricezione digitale delle missioni e un telefono cellulare.

Analogamente, anche l’automedica prevede una dotazione avanzata, che comprende: bombola ossigeno portatile; set di assistenza respiratoria avanzata e intubazione; set di immobilizzazione colonna e arti; set per accesso venoso e infusione; set di farmaci; kit per ustioni; materiale di medicazione; immobilizzatore pediatrico; monitor multiparametrico con analizzatore di monossido di carbonio e teletrasmissione ECG e parametri vitali; defibrillatore; massaggiatore cardiaco esterno automatico; ventilatore polmonare; barella a cucchiaio pieghevole completa di cinture e fermacapo; apparato radio digitale con sistema di trasmissione dati georeferenziati su tablet e telefono cellulare.

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